La soppressione dei passaggi a livello che dividerà in due la città

Il 28 dicembre è stata discussa dal Consiglio Comunale la convenzione tra Comune e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per la soppressione di 4 passaggi a livello a nord e a sud della città.

Per norma di legge RFI in cambio della soppressione dei passaggi a livello è obbligata a realizzare “manufatti sostitutivi o deviazioni stradali”: nella convenzione presentata non sono previsti  manufatti sostitutivi (ossia nessun sottopasso o cavalcavia), ma solo deviazioni stradali

Per via Simonotti, in cambio della soppressione del passaggio a livello, verrà fatta una “deviazione stradale” che consisterà nel prolungamento di via Pennaglia fino a via Gozzano: in pratica il traffico di via Simonotti verrà deviato da San Marco verso sud in via Verdi fino al nuovo sottopasso in costruzione, da lì risalirà verso nord in via Pennaglia e, attraverso una nuova strada di oltre 500 metri di lunghezza da costruire, si ricongiungerà con via Gozzano nei pressi dell’incrocio con via Simonotti. Il nuovo percorso sarà più lungo dell’esistente di circa 900 metri, molto per le auto e francamente improponibile per le bici ed i pedoni. 

Tre sono invece i passaggi a livello da sopprimere nella zona sud: via Selvetta, via Parolini, via Meda.  Si mantiene per ora quello di via Ghiglione. In sostituzione dei 3 passaggi a livello è previsto un nuovo asse stradale di quasi 1,3 km di lunghezza che collegherà i “baffi” esistenti sulla tangenziale vicino alla cascina Meda con via Ghiglione: consisterà nella costruzione di una nuova strada nei campi della piana di Santa Cristina, delle Cascine Meda e Parolini e nell’allargamento di via Selvetta

Qui l’allungamento dei percorsi sarà ancora maggiore: chi dalla cascina Parolini vorrà attraversare la ferrovia a piedi o in bicicletta, passando da via Ghiglione, dovrà affrontare un percorso  più lungo di quasi 2,5 km. Dalla Meda l’allungamento è di oltre 3 km, dato che non è praticamente possibile percorrere la tangenziale in bici o a piedi. Anche in auto l’allungamento è notevole, pur con l’alternativa di poter accedere dalla tangenziale. 

Dal punto di vista della circolazione automobilistica si può già prevedere che la nuova strada diventerà un asse molto trafficato; sarà infatti la via preferenziale per chi provenendo dalla direzione di Novara andrà verso Santa Cristina e Bogogno e viceversa. Questo avverrà all’interno di un’area agricola pressoché integra, non a caso facente parte del “paesaggio rurale di Santa Cristina” di cui il “masterplan strategico per la valorizzazione paesaggistica ambientale del territorio comunale”, progettato dal paesaggista Andreas Kipar dello Studio Land e approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione 60 del 14/5/2019, prevede la conservazione e valorizzazione: una contraddizione. Si tenga poi presente che questa strada potrà diventare il primo passo per una possibile futura urbanizzazione di aree agricole integre.

Cosa ne pensano i residenti e chi svolge attività in quei luoghi? A San Marco se ne è parlato nel 2018 e poi  non più. Nella zona di Rivano e delle Cascine sembra che nessuno sia stato interpellato tant’è che si è già levata in questi giorni qualche protesta: l’Amministrazione comunale organizzerà forse un incontro che, a questo punto, sarà però un incontro “a cose fatte”. 

In cambio di queste opere “sostitutive” RFI erogherà una contribuzione finanziaria di 3.7 milioni di euro che però è “fissa, invariabile e omnicomprensiva”. Se i conti sono sbagliati e le opere costeranno di più,  saremo noi cittadini di Borgomanero ad accollarcene l’onere.

Sui numeri in gioco sorge poi qualche dubbio. Il costo di un sottopassaggio è stimabile in 2,5 milioni di euro (vedi le stime riportate nella Delibera del Consiglio Comunale n°23 del 10 aprile 2001 relativa all’approvazione dei sottopassi in corso di costruzione). Se così fosse, per le quattro opere sostitutive si sarebbe dovuto ragionare su una cifra di circa 10 milioni di euro, mentre RFI ha messo nel piatto solo 3,7 milioni…

Questa cifra relativamente modesta è molto conveniente per RFI, ma dal punto di vista della Comunità non soddisfa appieno le problematiche che la soppressione dei passaggi a livello fa emergere.

Le soluzioni proposte possono funzionare se si guarda alla mobilità nella sola prospettiva dell’uso degli autoveicoli.

Sono state invece del tutto trascurate la continuità dei collegamenti ciclopedonali tra le aree ad est e ad ovest della ferrovia, che risulteranno definitivamente interrotti (per tutti e 4 i PL), e la salvaguardia dei valori ambientali e paesaggistici delle aree coinvolte (per i 3 PL della zona sud), che verranno compromessi con la  costruzione di una nuova strada destinata ad  assorbire tutto il traffico da sud per Santa Cristina e Bogogno.

La bozza di convenzione prevede poi un sfilza di obblighi e responsabilità per il nostro Comune che dovrà occuparsi di progettazione, espropri, spostamento dei sottoservizi, esecuzione dei lavori, collaudi ed anche della composizione delle controversie e delle osservazioni dei cittadini (definite “molestie” nel testo di RFI …). Per contro nessuna responsabilità sarà a carico di RFI che anzi incasserà una penale in caso di eventuali ritardi nell’esecuzione dei lavori

Il tempo stabilito per tutta l’operazione dal progetto alla consegna è fissato in 3 anni. Un tempo molto risicato secondo l’intervento del consigliere Pastore.

La bozza di convenzione è arrivata al protocollo del Comune il 22 dicembre ed è andata in Consiglio il 28 dicembre. È stata sentita la “Commissione Consiliare 3” il 21 dicembre: i 6 giorni concessi per esaminare un progetto, che rischia di tagliare in due la città penalizzando tantissimo le comunità interessate, sembrano veramente pochi. Si legge nella convenzione che le soluzioni sono state discusse da RFI con il Comune, ma la gran parte dei cittadini non ne sapeva niente e ne è venuta a conoscenza solo pochi giorni prima del Consiglio Comunale.

Il progetto così come prospettato taglierà in due la città a nord e a sud. Gli abitanti delle cascine Selvetta, Parolini e Meda saranno divisi per sempre dalla comunità di Rivano in cui si riconoscono e si troveranno per di più una strada molto trafficata alle porte di casa. La comunità di San Marco si troverà molto penalizzata, soprattutto chi si muove a piedi e in bicicletta.

Le osservazioni presentate garbatamente in Consiglio Comunale da Piergiorgio Fornara e Manuel Cerutti, come anche quelle del consigliere di opposizione Pierluigi Pastore, sono state duramente respinte dal Sindaco, rifiutando di fatto l’apertura a qualunque dialogo costruttivo che sarebbe invece stato utile per migliorare la convenzione a favore della comunità borgomanerese. 

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