Le associazioni Borgomaneresi fanno ordinariamente cose straordinarie…

Questo è certamente vero. Giusto pochi giorni fa ci raccontavamo ancora con stupore di quanto ha fatto, ad esempio, un’associazione come Mamre, che in vent’anni di storia ha accolto oltre trecento persone, donne e bambini, per lo più confidando nella generosità dei volontari e dei Borgomaneresi. Ma ciascuno potrebbe portare moltissimi esempi di come questa o quell’altra associazione riesca a fare davvero cose meravigliose con poche risorse.

Forse è questo il messaggio che si è voluto dare con il nuovo regolamento che norma la concessione di contributi alle associazioni che operano nella nostra città, approvato nel Consiglio Comunale del 30 aprile scorso con i soli voti della maggioranza.

Eppure… eppure ci rimangono un po’ di dubbi e domande

Avevamo chiesto che venisse specificata meglio la differenza tra contributi “ordinari” (che hanno un limite di richiesta economica e che vengono concessi partecipando ad un bando annuale) e quelli “straordinari” che, semplificando, possono eccedere tale limite (senza soglia…) e vengono concessi con decisione dell’Assessore competente.

La richiesta è stata “accolta”, per così dire, inserendo nel regolamento la definizione delle iniziative meritevoli di contributo “straordinario”, e cioè “attività e progetti compiutamente individuati, i quali possono avere carattere occasionale o ripetitivo”…

Ora, forse basta solo un po’ di buon senso per comprendere che straordinario e ripetitivo sono due concetti antitetici; oppure ci si può far aiutare da qualunque dizionario per chiarire ogni dubbio.

La Treccani, ad esempio, definisce così:
“Straordinario: a. Non ordinario, che esce dall’ordinario, dal solito, dal normale o dal comune… b. Che ha carattere speciale e temporaneo o puramente accidentale, oppure si aggiunge, in particolari circostanze e occorrenze, a ciò che è ordinario e consueto”.

E invece… l’Assessore ci spiega che: “il contributo “straordinario” sta all’interno dell’ “ordinario” – e che – il regolamento fa riferimento al bilancio annuale delle associazioni rispetto alla erogazione del contributo ordinario – il contributo straordinario fa riferimento ad eventi specifici che la associazione svolge durante la propria attività annuale”.
E la chiosa è che “il regolamento è chiarissimo e semplice”.

E i dubbi rimangono:

  • a cosa serve definire qualcosa “straordinario”, se qualunque cosa lo può essere? Se tutto è straordinario, allora niente lo è. E se non ci sono differenze, allora davvero si rischia di svilire anche la bontà di iniziative davvero meritevoli.
  • Se alcune iniziative sono periodiche, costanti e ripetitive, perché non le si considera inserite nel programma ordinario di quella associazione? Sarebbe, tra l’altro, uno stimolo perché le associazioni sempre di più creino un programma strutturato della propria attività. Tra l’altro, la riflessione sull’impossibilità di fare mille bandi diversi per le mille diverse attività appare quantomeno pretestuosa… Ci sarebbe tranquillamente la possibilità, ad esempio, di fare bandi per categorie (cultura, sport ecc…) e alcuni più specifici su eventi “ripetitivi” ma particolari.

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